Curiosità - Strumenti Musicali - il flauto di Divje Babe

Il Covid-19 è ancora una realtà, tutti aspettiamo di tornare alle nostre abitudini, tutti, la Banda, i suoi Musicisti e le persone che la seguivano, ma ovviamente anche il Sito della Banda che vuole tornare a riempirsi delle liete note del nostro corpo Musicale. Beh quindi ? Quindi ecco l'idea di iniziare a pubblicare sul sito delle curiosità, sulla musica, artisti, strumenti musicali, ma anche sulla nostra terra, perchè no, di spazio ce n'è, in attesa di tornare a sentire la musica vera e non è detto comunque che poi la cosa non possa proseguire. 

Oggi parliamo del flauto di Divje Babe, il più antico strumento musicale conosciuto

Nella Slovenia occidentale, nella valle  del fiume Idrijca a poco più di 600 metri di altezza c’è il paesino di Sebreglie. Dopo la prima guerra mondiale passò al Regno d’Italia e dopo la seconda alla Jugoslavia, come parte di quei territori. Vi vivono poco più di 300 persone e in quel luogo si trova la grotta di Divje Babe che ha una particolarità: è un sito archeologico. Divje Babe letteralmente significa “wild women” (donna selvaggia), ma era riferito a … streghe che si dice abitassero in quelle grotte, ancora adesso spesso viene chiamata cava delle streghe. Beh è questa la fama di questo luogo ? No. In questo luogo, nel sito archeologico, tra altri reperti è stato rinvenuto un oggetto: un flauto risalente al paleolitico. Inizialmente era molto danneggiato e fu ricomposto. Si trattava di un piccolo femore si 12 cm con dei piccoli fori appartenente ad un giovane orso delle caverne. Una prima analisi al radiocarbonio fornì una datazione di 46.000 anni fa. Inizialmente ci furono delle perplessità sul fatto che fosse un flauto, per via dei fori che non ernao simili a quelli eseguiti nel paleolitico superiore, ma soprattutto perché  la datazione collocava lo strumento nel periodo dell’uomo di Neanderthal, e l’Homo Sapiens non ancora apparso in Europa. Inoltre un uomo di Neanderthal che fabbricava e suonava flauti non corrispondeva a quanto si conosceva. E se fossero stati creati da morsi di animali ? Gli animali frequentatori della grotta nel Paleolitico erano orsi e leoni delle caverne, lupi, orsi bruni, leopardi. Questa teoria resse poco: l’osso una volta sottoposto all’azione di denti di animanli grossi si sarebbe spezzato, mentre se fosse stato morso da animali più piccoli (per esempio un lupo) non si sarebbe nemmeno prodotti i fori, oppure tra i fori non ci sarebbe stata la distanza atipica e ben allineata esistente sul flauto di Divje Babe. Un altro esperimento fugò ulteriori dubbi, quello dell’archeologo Giuliano Bastiani. Per provare l’origine umana dei fori sul flauto di Divje Babe, Bastiani ha forato un osso di orso con repliche di arnesi appuntiti che sono stati trovati nella grotta slovena proprio nel medesimo strato di scavo, vale a dire insieme al flauto. Usando un utensile di pietra come punta perforante, Bastiani vi ha battuto sopra con una mazza di legno, ottenendo sull’osso dei fori molto simili a quelli dello strumento di Divje Babe.

Infine venero fatte anche altre analisi e l’archeologo Matija Turk afferma:

“La scoperta fondamentale della TAC è che i fori e i danni prodotti da animali non sono contemporanei. Prima sono stati prodotti i quattro fori e solo in seguito la maggior parte dei danni attribuiti agli animali selvatici. (…) I fori potevano essere realizzati solo dall’uomo con uno scopo ben preciso. Quando il manufatto è andato perso, gli animali selvatici lo hanno danneggiato alle estremità.“ (Matija Turk, “Il flauto di Divje Babe I“, da: Storia delle Alpi, 2010/15, pag. 144)

Le nuove datazioni del flauto di Divje Babe, eseguite con il metodo più preciso della ESR (risonanza di spin elettronico), hanno determinato un’età compresa fra i 60.000 e i 50.000 anni. Dunque non sembrerebbero esserci dubbi: si tratta di un flauto e questo flauto è stato fabbricato da un individuo della specie uomo di Neanderthal. Fino alla scoperta dello strumento di Divje Babe, il flauto più antico era quello trovato in Germania nella Grotta di Geißenklösterle, attribuito all’inventiva dell‘Homo sapiens e datato a circa 36.000 anni fa.

Qualche dubbio rimane, qualcuno contesta ad esempio la presenta neandertaliana in quel luogo in quell’epoca, ma alle fine … a chi non piace l’idea di immaginare un uomo di Neanderthal che con tutte le avversità, fuori da una grotta al tramonto, vicino ad un fuoco, improvvisa una musica paleolitica con quattro note di un flauto ?